1 ANNO FA AL VERTICE DI PARIGI, 18FEB25

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Questo ritratto immortala un attore americano che si è presentato all’artista con la pretesa di farsi ritrarre “per la sua storia, rimanere nella storia ad ogni costo”. Fissa paranoia, direi io che guardo e scrivo. Il naso è stato ritoccato con l’aiuto di “madre natura”: reso più armonioso, da fotomodello. Ma non è un periodo fortunato in tutti i sensi e luoghi figuriamoci per la grande arte: all’artista hanno consegnato un intero albero al posto del prodotto raffinato. In questo Paese desertico, gli artigiani al servizio dell’umanità sembrano essersi estinti; così ne è uscito un collage forzato, eppure degno di nota. Il naso, che nelle intenzioni doveva essere di pregiato cedro, è finito per essere intagliato da un tronco qualunque: “il solito albero” che gli adolescenti scarabocchiano distratti sui diari scolastici.


 

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RACCONTO33

A volte mi sento come quel Tale, disse Primo Levi, che al campo mi portava di nascosto da mangiare e grazie a lui che mi rimisi in salute.

Dopo la guerra e la liberazione del Campo di concentramento di Auschwitz (Main Camp) cercai l’uomo e lo trovai, ma non era lo stesso stava perennemente fuori e mi disse “Dopo Auschwitz, dopo quello che ho visto, non riesco a essere lucido. Preferisco alterare la mia anima con l'alcool dopo aver capito che cos’è l’uomo veramente: Quando ha il potere, Una Macchina di perversione”

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“117 x 82" 

 

MAR26

pittura su tela.

 

 

Quadro di partenza: James Ensor, Ensor aux masques, autoportrait (1899; olio su tela, 117 x 82 cm; Komaki, Menard Art Museum).


 

ANTICRISTO: Ora il quadro è asciutto, mi sembra lo spettacolo dei potenti e l’impotenza di un pubblico che guarda la realtà contaminata da illusioni che vogliamo sentire e vedere al di là del giusto.

Racconto45

Ero andato a comprare una tela delle stesse dimensioni (117 x 82 cm) del quadro di James Ensor che tanto avevo amato in gioventù, "Ensor aux masques, autoportrait". Volevo riprodurlo, reinterpretando con soggetti miei.

​Dopo un anno, però, ho coperto il mio lavoro con della tempera bianca. Passò altro tempo e ne scaturì un dipinto dal soggetto orrendo: una violenza sul palcoscenico. Una violenza sotto gli occhi di tutti. Lo spettacolo del male.

​Stamattina è venuto l’artista e mi ha lasciato questo scritto con il quadro ancora bagnato.


 

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2010